Una ragazza afghana sulla via per realizzare i suoi sogn

Il 15 agosto 2021 è stato l’ultimo giorno di scuola per Ayesha e lei non sarebbe più tornata a scuola. Qui ci racconta come la sua vita è stata stravolta dopo che i talebani hanno invaso l’Afghanistan.
Afghanistan, Southern Asia

Story by Ayesha Ghafori. Translated by Stefania Ledda
Published on September 18, 2022.

This story is also available in GB



Prologo

Gli anni delle superiori sono stati per me sia gli anni migliori che peggiori. I migliori perché durante il decimo e l’undicesimo anno ho fatto molti progressi a livello scolastico.

Tuttavia, quando ho cominciato l’undicesimo anno di scuola, la pandemia da COVID-19 si è diffusa e ha raggiunto l’Afghanistan. Avevo sentito dire che il tasso di mortalità nel mio paese non era così alto come quelli di altri Paesi nel mondo. Forse questo era dovuto al fatto che la gente del mio paese era molto più forte, avendo vissuto eventi molto più terribili di quelli legati al virus. Alla fine, la situazione pandemica diventò meno grave e ne ero felice, perché sarei potuta tornare a scuola. Ma non sapevo che da lì a poco avrei visto qualcosa di peggio rispetto alla pandemia.

Mentre stavo per affrontare gli esami di metà trimestre del dodicesimo anno, si stava diffondendo la voce di un pericoloso attacco da parte del gruppo dei talebani nelle province. Oggi desidero che allora avremmo potuto prevederlo e impedire ai talebani di proseguire. Pensavo che dopo alcuni giorni la guerra sarebbe finita e che saremmo tornati a vivere serenamente la nostra esistenza. Non immaginavamo che potessero prendere il controllo di intere province, per non parlare di Kabul, la zona centrale del nostro paese. Avevo dimenticato che la parola ‘pace’ è una parola aliena per noi. Poco a poco, i talebani entrarono in possesso delle province dell’Afghanistan, una dopo l’altra.

Il mio ultimo giorno di scuola

Il 15 agosto 2021 era l’ultimo giorno dei nostri esami ed ero felice perché erano andati molto bene. Ci riunimmo nel cortile della scuola con i nostri compagni prima di iniziare le vacanze, come si faceva di solito dopo gli esami. Nonostante fossimo solamente a metà dell’anno accademico, quello fu il nostro ultimo giorno di scuola.

I talebani stavano avanzando ed occupando gran parte dell’Afghanistan. Durante l’ultimo giorno di scuola, sette province del paese si trovavano ancora sotto il controllo del governo, ma in poche ore i talebani le occuparono ed entrarono a Kabul. Eravamo terribilmente spaventati. Il controllo della nazione afghana era completamente nelle loro mani.

La notizia dell’ultima ora fu che il presidente afghano, Ashraf Ghani, il quale era stato eletto con il voto del popolo, aveva lasciato la sua gente da sola, fuggendo insieme al suo gruppo fidato e portando via grandi somme di denaro. L’esercito della speranza che marciava nei cuori delle persone era stato adesso totalmente sconfitto.

In seguito non potemmo andare a scuola. Non avevo terminato il dodicesimo anno e non potevamo seguire le lezioni online perché il governo, che era nelle mani dei talebani, non permetteva agli insegnanti e agli studenti di continuare le lezioni.

Dopo un po’ fu annunciato che le scuole sarebbero state riaperte e tutte le ragazze si riempirono di nuovo di speranza. Ma dopo essere arrivate a scuola, rimasero scioccate quando scoprirono che le scuole avrebbero riaperto solamente per gli studenti maschi. Tornammo tutte a casa con il cuore spezzato e le lacrime sui nostri volti. Ero davvero delusa di non poter continuare a studiare. Come avrei potuto realizzare i miei sogni? Proprio adesso che non c’è niente di peggio della povertà e della disoccupazione dilaganti nel mio paese. Come fa la gente che non ha il pane per mangiare a pensare anche allo studio o simili?

Come faccio a non perdere la speranza in questa situazione? Credo che un giorno i talebani lasceranno la nostra patria. Visto che non permettono alle ragazze e alle donne di studiare e di lavorare, questo loro sistema e potere non dureranno a lungo. Un giorno se ne andranno, e quello sarà il giorno in cui noi giovani avremo contribuito al progresso del nostro Paese grazie alla nostra istruzione. Io credo che dovremmo sempre combattere per i nostri obiettivi e non arrenderci mai

Gli esseri umani che si trovano a fronteggiare delle difficoltà sono più forti di quelli che non lo hanno fatto e io credo che le donne del mio paese siano le donne più forti del mondo. Perché? Perché nessun comune essere umano può andare incontro alle condizioni e ai problemi che loro hanno vissuto, a meno che non si tratti di una donna afghana. Spero che questi giorni bui scompaiano e che i volti della felicità e del progresso ritornino ancora una volta sulla terra della mia patria. Il mio sogno è sempre stato quello di evolvermi e di aiutare la mia gente: il mio obiettivo è trovare e creare lavoro per loro, specialmente le donne afghane. Non mi arrenderò mai per raggiungere questo obiettivo!

Postscript

Vorrei che le nostre condizioni di vita fossero migliori così che io possa scrivere questa storia con gioia e portare delle buone notizie attraverso le mie parole.


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Ayesha Ghafori

Ayesha Ghafori

I am Ayesha and I am 17 years old. I was born and raised in a small city called Kabul in Afghanistan. My biggest wish is to continue my education abroad and become a prosperous person. I’ve had the same dreams since childhood: to become successful in life, to be a role model for my peers, and to make my family and community proud.  I want to achieve my goals through my own power and not rely on someone else making my dreams come true.

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